Cesare Ponti: il lato Private del Gruppo BPER - Fabrizio Greco per L'Economia
Intervista a Fabrizio Greco, per L'Economia (di Stefano Righi)
In due anni la grande trasformazione della banca: da cassetto semivuoto arrivato con il salvataggio di Carige a centro strategico
di investimenti per l’intera galassia di Papa. Fabrizio Greco: passaggi generazionali per 300 miliardi in 7 anni. Noi siamo pronti
Un momento di profonde discontinuità: sui mercati, nel panorama internazionale, tra i concorrenti. Banca Cesare Ponti è «rinata» due anni fa, quando da cassetto semivuoto che il gruppo Bper si era ritrovato tra gli asset disponibili nel momento del salvataggio di Carige è diventata il centro degli investimenti dell’intero gruppo guidato da Gianni Franco Papa.
Il cuore degli investimenti della clientela, un service a disposizione dei clienti di Bper e del Banco di Sardegna, centro di advisory per le gestioni patrimoniali a favore del segmento retail e l’anima del settore private banking del gruppo.
Numeri alla mano, il centro di investimenti del gruppo ha oggi in portafoglio 8 miliardi di euro in gestioni patrimoniali e 114 miliardi di asset in advisory: un totale di 122 miliardi (senza ancora considerare l’apporto della Popolare di Sondrio, appena fusa nel gruppo, lunedì 20 aprile 2026) tra i quali spiccano i 38 miliardi di Banca Cesare Ponti (2 di raccolta diretta, 36 di indiretta, con 55 mila clienti, 350 bankers e una presenza diretta in oltre 110 piazze).
Crescita
«In questi due anni abbiamo corso molto – dice Fabrizio Greco, amministratore delegato di Banca Cesare Ponti – tanto che abbiamo già raggiunto, oggi, i target fissati internamente al nostro gruppo per la fine del 2027. Con venti mesi di anticipo possiamo da un lato essere felici dei risultati raggiunti, dall’altro continuare la nostra corsa che, con la fusione per incorporazione della Popolare di Sondrio, ha goduto di un’ulteriore accelerazione.
Le attese, per fine anno, sono di altri 7 miliardi di masse nel private banking, un servizio che la Sondrio non offriva. Una aspettativa che speriamo di riuscire a realizzare».
Greco ha davanti grandi opportunità. Il consolidamento in atto nel settore, non soltanto tra i grandi marchi, ma anche a ricaduta sulle reti, libera clienti e professionalità. All’inizio del mese di marzo hanno lasciato Mediobanca Premier il direttore generale Lorenzo Bassani e il vicedirettore generale Gianluca Talato, entrambi atterrati in Banca Cesare Ponti. Un doppio colpo che impreziosisce l’offerta consulenziale di Banca Cesare Ponti, con un effetto-catena su parte della clientela.
L’acquisizione della Popolare di Sondrio offre poi alla Cesare Ponti un bacino naturale di clientela private da sviluppare e tutto questo si unisce ad altre due spinte importanti: le sinergie di gruppo e il momentum del passaggio generazionale, che prevede un trasferimento di ricchezza, in Italia nei prossimi quindici anni, superiore ai 6 mila miliardi di euro.
Effervescenza
«È un momento di grande effervescenza per il settore – conferma Greco . Nel gruppo Bper le sinergie con la divisione Corporate and investment banking guidata da Marco Mandelli ha creato una nuova raccolta, nel 2025 superiore ai 470 milioni di euro. Numeri importanti che confermano una marcata volontà di crescere da parte di tutte le anime della banca, che ha storicamente una trazione corporate, rinforzata sei anni fa con l’innesto di una parte degli asset che formavano Ubi e, più recentemente, dalla clientela ex Sondrio.
A questi tre fattori si aggiunge il tema del passaggio generazionale. Si calcola che in Italia siano almeno 3.800 le piccole e medie aziende in vendita, per problemi legati agli aspetti successori o motivazionali.
La sola analisi del passaggio generazionale porta a stime che, da qui al 2033, vedono passare di mano circa 300 miliardi di euro. Per chi si occupa di gestione della ricchezza, specie con una ottica ampia e di servizio nei confronti dell’imprenditore e della sua famiglia, questa è una opportunità straordinaria per sviluppare e fidelizzare un business che, visto dal lato della banca, appare decorrelato dall’andamento dei tassi di interesse e ad alto valore aggiunto. Un settore a cui tutte le principali banche guardano.
«Abbiamo la fortuna – dice Greco – di essere parte integrante del terzo gruppo bancario italiano. Questo ci permette di offrire alla nostra clientela soluzioni valide per ogni tema legato alla gestione del denaro, dai mutui ai conti correnti, dal risparmio alle operazioni societarie. Con l’acquisizione di Sondrio il gruppo ha acquisito una banca in Svizzera, in Lussemburgo e uno sportello a Montecarlo, proiettandoci verso le principali piazze internazionali».
Restano, a oggi, le nuvole scure sui mercati e una marcata preoccupazione per i fattori geopolitici che da 51 mesi stanno condizionando pesantemente i mercati. «Siamo davanti a scelte di natura politica – conclude Greco – che impattano a fondo i mercati. Le scelte su dazi, riarmo ed energia avranno impatti a medio termine, mentre tutto quello che è a breve rientrerà rapidamente come si è visto nell’aprile 2025, nonostante swing enormi. Quel che appare probabile è che questa crisi pare destinata a portare conseguenze, nel medio periodo, inflazione e, conseguentemente, appare difficile che la dinamica dei tassi non torni a crescere». Un nemico in più per l’investitore.
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